Trasformazione digitale progetti e costi

Da Sapere libero.
Jump to navigation Jump to search

Trasformazione digitale[modifica]

Premesse[modifica]

Questo documento nasce dal desiderio di offrire un contributo fattivo alla definizione delle politiche volte a favorire una ripresa strategicamente adeguata e basate in particolare obiettivi concreti e misurabili di trasformazione digitale, valutando anche l’impegno finanziario che tali politiche richiederebbero. Per aumentare la dimensione finanziaria, la convergenza delle strategie pubbliche e private e l'integrazione delle progettualità, occorrerebbe pensare a meccanismi attuativi dei progetti di seguito elencati in modalità PPP (Partnership Pubblico Privata) al fine di generare con le risorse pubbliche un effetto leva di attrazione degli investimenti privati e creare logiche di ecosistema che sono le uniche in grado di generare servizi smart ad alto impatto su cittadini e imprese. L'approccio in PPP può inoltre spingere ad una alleanza tra grosse aziende, startup e istituzioni verso una focalizzazione sulla progettazione e implementazioni di servizi smart in logica di cooperazione sostenibile dal punto vista sociale, finanziario e ambientale tra questi soggetti e non in logica di competizione. Questo documento è stato predisposto da Flavia Marzano (Stati Generali dell’Innovazione) con la collaborazione di: Gianluca Angusti (Brain), Franco Bassanini (Astrid), Alessandro Bogliolo (Università degli studi di Urbino Carlo Bo), Enrico Bocci (Sdipi sistemi), Andrea Bonaccorsi (Università di Pisa), Erika Bressani (Municipia S.p.A.), Antonello Busetto (SeSa spa), Andrea Caccia (Uninfo), Paolo Campegiani (Bit4id), Emiliano Casalicchio (Sapienza Università di Roma),, Paola Renata Dameri (Università di Genova), Ernesto Damiani (Università di Milano), Riccardo D’Angelo (Entando), Sergio Farruggia (Stati Generali dell’Innovazione), Claudio Ferilli (Roma Capitale), William Frascarelli (Consip), Raffaele Gareri (TSCAI), Davide Lamanna (Binario Etico), Paolo Lanari (Municipia S.p.A.), Ernesto Massetti (Massetti&Partners), Matteo Mattei (CTO di Telsy, gruppo Telecom Italia), Fausta Pavesio (Independent Advisor), Marco Pirrone (Key-Biz), Alessandra Poggiani (Venis S.p.A.) Roberto Reale (Eutopian), Alessandro Sordi (Nanabianca), Carlo Vaccari (ISTAT), Flavia Weisghizzi (CMO FINIX Technology solutions).

Progetti e costi[modifica]

Copertura infrastruttura connettività, BUL[modifica]

La crisi COVID ha evidenziato la necessità di disporre di moderne infrastrutture di TLC: su circa 30 milioni di Unità Immobiliari (U.I) presenti in Italia, ad oggi solo il 30% è raggiunto da una rete interamente in fibra ottica (Open Fiber ne ha raggiunte 8,5 milioni in 3 anni), e poco più del 5% sono gli utenti che effettivamente la usano. L'Italia è solo al 67esimo posto tra tutti gli stati del mondo come velocità di banda (v. https://fairinternetreport.com/research/internet-speed-by-country ). È urgente completare la copertura dell’infrastruttura e incentivarne l’effettivo utilizzo. Sotto il primo profilo, gli ostacoli maggiori riguardano procedure amministrative ancora troppo complesse, nonostante il modesto impatto ambientale-paesaggistico della infrastruttura di TLC. Alcune autorizzazioni potrebbero essere del tutto azzerate (per es. in caso di utilizzo delle esistenti infrastrutture elettriche aeree aggiungendo ai cavi elettrici i cavi di TLC, o per la posa dei cavi di TLC nella tromba degli ascensori condominiali quando un condomino richieda la connessione). In altri casi dovrebbe bastare il silenzio assenso (per es. per sostituire lo scavo tradizionale con la minitrincea, molto meno invasiva). Infine, per la parte in concessione, andrebbe esclusa l’applicazione del codice degli appalti (come peraltro prevede la direttiva europea in materia). Per completare la copertura (soprattutto nelle c.d. aree grigie, nelle quali al momento non sono previsti interventi) è essenziale tuttavia sostenere la domanda di connessione delle famiglie e delle imprese, ostacolata in primo luogo dai costi della migrazione dalla rete in rame (o ibrida fibra-rame) alla rete in fibra (o fibra-FWA): si tratta di 200/500 euro per famiglia a seconda dei casi. Il CIPE aveva accantonato a tal scopo 1,3 miliardi, da usare sotto forma di voucher. La gran parte servirà però per favorire la connessione alla rete in fibra di scuole, ospedali, pronti soccorso, pubbliche amministrazioni, tribunali, caserme, uffici del lavoro. Per incentivare la connessione di famiglie e imprese occorrono quindi altre risorse, da utilizzare, a compensazione o mitigazione dei costi della migrazione, mediante voucher o attraverso deducibilità fiscale analoga a quella per spese di istruzione. Si tratta di 4/5 miliardi di euro, se si volessero compensare integralmente questi costi; basterebbe la metà (2/2,5 miliardi di euro) se si decidesse di dimezzare questi costi, invitando i service provider a concorrere per l’altra metà (PPP). Ciò però a condizione di riservare i voucher esclusivamente a coloro (utenti finali: famiglie o imprese) che attiveranno un abbonamento ad alta connettività secondo la definizione che ne dà la Comunicazione della Commissione sulla Gigabit Society (almeno 100 Mbps simmetrici, upgradabili a 1 Gbps) , e che lo faranno entro un termine breve (sei mesi?) da quando la loro U.I. sarà stata raggiunta dalla infrastruttura. Si potrebbe anche utilizzare l’infrastruttura pubblica in fibra in fase di costruzione (concedente Infratel, concessionaria Open Fiber), per dotare il nostro paese di una infrastruttura di data center di prossimità per l’edge cloud computing e il cloud computing: ne servirebbero circa 1.500, collocabili nei POP della rete pubblica (POP quasi tutti già predisposti per la loro collocazione). Costo presumibile dell’investimento tra 0,5 e 1 miliardo di euro. Si potrebbe dimezzare il costo dell’investimento pubblico, attraverso un PPP con Open Fiber, a condizioni da negoziare. Il progetto rientrerebbe sicuramente fra quelli finanziabili tramite Invest EU o tramite il nuove EU Recovery Fund. Altri 1,5/2 miliardi potrebbero essere destinati a finanziare progetti sperimentali di prevenzione/monitoraggio sanitario domiciliare e di didattica digitale, progetti che rientrerebbero anch’essi a pieno titolo, secondo le priorità già definite dalla Commissione Europea, nell’ambito dei progetti finanziabili tramite Invest EU o tramite il nuove EU Recovery Fund.

Private Cloud OpenStack[modifica]

Private Cloud OpenStack su Green Datacenter, 100 + 100 nodi, alta efficienza energetica, alimentato con rinnovabili, per applicazioni cloud-native a container, orchestrate con Kubernetes. Costi: 24 milioni di euro

Completamento della strategia nazionale in tema di appalti pubblici elettronici[modifica]

Completamento della strategia nazionale in tema di Appalti pubblici elettronici, con interconnessione BDNCP, SIOPE+, BDOE, SGPA, PDND, TED. Riuso e implementazione sulle varie piattaforme (Sistema di interscambio, Sistema di gestione degli ordini NSO) del progetto SCALES coordinato da AGID basato su registri distribuiti. Costo: 100 milioni ipotizzando iniziative base di onboarding delle imprese

PC e rete per ogni famiglia[modifica]

Al fine di rendere stabile una percentuale di smart working nelle organizzazioni pubbliche e private occorre incentivare nelle famiglie l'utilizzo del PC e della connettività a banda larga visto che pare che questa mancanza riguardi ancora circa il 30% delle famiglie. Si tratta di consentire la detrazione fiscale per spese nel 2020 di massimo 500 euro tra quota acquisto nuovo PC e sottoscrizione nuovo contratto di connettività. 500 euro x 25 milioni (numero di famiglie) x 30%= 3,75 miliardi di euro. Inoltre nel caso di acquisto di nuovi PC potrebbe essere utile attivare un meccanismo di ricondizionamento dei PC vecchi usando tecnologie open source. Supponendo di recuperare PC vecchi dal 5% delle famiglie e supponendo un costo di ricondizionamento pari a 200 euro per PC avremmo 200 x 1,25 milioni = 250 milioni di euro di costi di ricondizionamento PC recuperati. Costo complessivo dell’intervento: 4 miliardi di euro

ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente) ai privati[modifica]

Apertura di ANPR ai privati (circolarità anagrafica): chi cambia residenza (circa 1,3 milioni di euro/anno) può dare il consenso all’invio della variazione anagrafica a controparti contrattuali (es. assicurazioni, banche), estentendo quindi il modello di circolarità anagrafica che oggi esiste solo verso soggetti pubblici o incaricati di pubblico servizio. In questo modo si riducono i tempi necessari per il cambio di residenza e si abbassano i costi di gestione di questi dati da parte delle controparti, che con un sistema a regime sarebbero disposte a pagare per avere dati anagrafici di qualità per ridurre anche il rischio di frodi. Il costo di questa iniziativa è pari a circa 8 milioni di euro, per il primo anno, come costo di hardware e software.

Service & Data Integration, Legal Execution[modifica]

Descrizione: Piattaforma nazionale di registro e validazione per l’integrazione dei dati e servizi in Cloud e Legal Execution (verifica dinamica della conformità normativa dei servizi indicizzati dalla piattaforma). La piattaforma ha come finalità la regolamentazione dei servizi esposti falle PA e la verifica della loro conformità ai requisito delle normative vigenti. Per maggiori dettagli riferirsi al primo bando di Pre Commercial Procurement di AGID, denominato Cloud For Europe, in particolare al lotto 3. Costo: tra 20 e 30 milioni di euro.

Prenotazione luoghi turistico/culturali[modifica]

Gestione di prenotazione dei luoghi di interesse turistico/culturali (dall’accesso a spiagge, parchi, riserve, borghi…musei e patrimonio culturali). L’integrazione deve essere fatta con quasi tutti i comuni Italiani e con tutti i servizi gestiti del MIBACT. Fruibile da un unico strumento. I servizi di prenotazione, sono molto simili ai servizi gestione code, con la particolarità di gestire anche il tempo e in alcuni casi anche la possibilità di pagare subito (integrazione PagoPA). Da ottimizzare la gestione delle disdette, per non correre il rischio di intasare le agende. Il Servizio deve essere rigorosamente SaaS in cloud (non ci sono dati sensibili, ma solo personali che si potrebbero gestire anche con codici di identificazione esempio QRCode), in modo tale da facilitare l’integrazione da parte dei comuni, con solo parametrizzazione dei servizi offerti. Stessa cosa per l’integrazione su APP IO Italia, qui già si sta lavorando a integrazione di servizi analoghi. Il costo del progetto deve considerare un’architettura Cloud altamente scalabile, visto che impatta su un numero elevato di utenti durante la stagione estiva. Quindi realizzazione della piattaforma, integrazione dei servizi e manutenzione (anche un Help desk di I livello). Costo stimato: 20/30 milioni euro

Una Mailbox per tutti[modifica]

Si tratta di una casella di posta elettronica per ogni cittadino da 15 anni in su, obbligatoria per tutte le comunicazioni tra cittadino e pubbliche amministrazioni. Questi i link per supportare il progetto di trasformazione digitale "una mailbox per tutti" che si ispira al progetto danese Digital Post: - https://en.digst.dk/policy-and-strategy/mandatory-digitisation/digital-post/ - https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/denmark-digital-mailboxes-all-public-institutions-and-companies - https://www.governmenteuropa.eu/digital-post-digitisation-denmark/87389/

Costo stimato: 60-80 milioni di euro Risparmi annui stimati: 300 milioni anno di euro (solo AdE Riscossione/Agenzia delle entrate spendono 8 milioni di euro di comunicazioni all'anno; in Danimarca hanno risparmiato con la Digital Post più di 200 milioni di euro l'anno).

Piano di supporto alle startup italiane[modifica]

1. Fondo di venture debt convertibile, con un fondo addizionale del valore di un miliardo di euro e con un massimale di un milione di euro per operazione, con meccanismo automatico, in co-matching pubblico-privato 2. Liquidazione al 100% con rimborso immediato per crediti d’imposta e crediti IVA, per garantire liquidità alle aziende serve introdurre il rimborso immediato con liquidazione pari al 100%, a startup e PMI innovative, dei crediti di imposta per R&S e crediti IVA, mediante autocertificazione 3. Estensione garanzia 100% MCC per prestiti a startup e PMI innovative 4. Voucher da 25mila euro alle startup per percorsi di insediamento e accelerazione, da spendere presso parchi scientifici, incubatori e acceleratori, 5. Innalzamento dal 30% al 50% di sgravi fiscali per investimenti di Business Angel e Aziende italiane che investano in startup e PMI innovative 6. Sgravi fiscali per chi assume all’interno di startup e PMI innovative Costo 300 milioni / anno per 5 anni

Repository di materiale didattico[modifica]

Repository pubblico di materiale didattico per la formazione a distanza in tutte le materie, in collaborazione con Treccani, Wikimedia e Direzioni Didattiche. Costo 6 milioni di euro per raccolta, selezione, integrazione materiale, un milione di euro/anno per aggiornamento, 100.000 euro annui per hosting.

Promozione identità digitale e ampliamento servizi autenticati[modifica]

I provider SPID si sono trovati in difficoltà a soddisfare tutte le richieste e solo 2 oggi offrono procedure gratuite di riconoscimento. 1. finanziamento ai gestori SPID di 5€ per ogni identità SPID rilasciata gratuitamente con riconoscimento remoto a soggetto che non è già in possesso di una credenziale SPID (30 milioni credenziali) - budget 150 milioni di euro 2. Integrazione nell’App IO di sportello virtuale pratiche PA stile video conferenza ma con identificazione certa da un lato del cittadino che presenta l’istanza (anche come legale rappresentante per pratiche legate alle imprese) e dall’altro dell’istituzione pubblica - 50 milioni di euro 3. Concessione a costo agevolato ai privati (banche, assicurazioni, sportelli di qualsiasi genere) della piattaforma di sportello virtuale del punto 2 - 10 milioni di euro adattamenti e maggiori oneri di gestione 4. integrazione in App IO e fruizione via web di applicazione per compilare e sottoscrivere (sia firma SPID che firma digitale) moduli ed istanze (es. istanze INPS, autodichiarazione per restrizione movimenti, allocazione buoni spesa, ….) anche da integrare con lo sportello virtuale del punto 2 - 20 milioni di euro 5. Integrazione di TUTTI gli accessi della PA italiana con SPID e CIE con switch-off ed eliminazione di qualsiasi identità che non sia SPID, CIE e identità europee notificate eIDAS entro 1 anno - Promozione identità digitale e ampliamento servizi autenticati.

Infrastruttura Geospaziale Nazionale[modifica]

Azione per l’Infrastruttura Geospaziale Nazionale, conforme ai cambiamenti tecnologici e della società e in linea con le strategie dei Paesi leader. Benefici. Fornire in tempi rapidi alla Task Force del Dr. Colao proposte condivise tra operatori PA, privati e terzo settore per dotare l’Italia della Infrastruttura Geospaziale conveniente per il progresso industriale del Paese. Tempistica: 2 mesi, max 3 solari. Coinvolgendo tre professionisti esperti (hp per stare sui due mesi solari). Costi: il valore budgettario sarà dell’ordine 12 – 16 mila euro; finanziati in conto capitale.

Soluzioni bracelet e keyring per il controllo delle distanze in ambienti di lavoro[modifica]

GDPR compliant. Installazione in azienda, setup, manuali ca.20k. Device da 30 a 200 euro per lavoratore. Anonimizzazione. Si ipotizza un 50% contributo azienda e 10k per azienda Costi: 100 milioni per 10.000 primo esperimento.

Cyber Security[modifica]

Assessment infrastrutture critiche del Paese. Attività necessaria per monitorare costantemente lo stato della sicurezza di tutte le infrastrutture critiche (porti, aeroporti, centrali elettriche, centrali idroelettriche, ospedali, ecc.). Necessità di varare un piano nazionale di prevenzione incidenti di cyber security. Partire dalla mappatura delle infrastrutture fatta qualche anno fa, varando un piano di Assessment ricorsivo e continuo. Costo 30 milioni di euro

Coesione sociale digitale[modifica]

Adozione su scala nazionale di una piattaforma per la certificazione dell’impegno individuale in azioni di interesse collettivo che generano esternalità positive (sostenibilità, coesione, partecipazione attiva, salute e benessere, solidarietà, cultura, istruzione, tutela patrimonio, responsabilità sociale, ...). Piattaforma open source esistente, denominata WOM, sviluppata in Italia e già censita dalla Commissione Europea tra gli strumenti di innovazione sociale: https://wom.social/. I certificati, collezionati dai cittadini in forma anonima su un’applicazione mobile detta WOM pocket, possono essere utilizzati come voucher per ottenere sconti o agevolazioni in cambio di beni o servizi erogati da soggetti pubblici o privati che vogliano premiare le azioni socialmente utili (la funzione di riconoscimento dei voucher avviene attraverso un’applicazione denominata WOM POS). La piattaforma è aperta al riconoscimento di ogni azione con esternalità positiva (con opportuni componenti HW/SW che colleghino alla piattaforma gli strumenti utilizzati per compiere tale azione) e a qualsiasi offerta di incentivi da parte di soggetti pubblici e privati (attraverso opportuni POS). L’uso della piattaforma è gratuito e non prevede alcun costo di transazione. https://wom.social/WOM-Descrizione.pdf

COSTI: I costi in conto capitale riguardano solo lo sviluppo di connettori HW/SW per collegare alla piattaforma ogni strumento utile a compiere azioni con esternalità positiva e lo sviluppo di POS che facilitino l’impiego dei certificati come voucher. Lo sviluppo di ogni nuovo connettore ha un costo medio stimato di 5.000 euro. Progetto scalabile e modulare, territorialmente e settorialmente. Costi stimati da 100.000 euro (per pilot settoriali significativi) a 5 milioni di euro (per adozione su scala nazionale e multisettoriale). Potrebbero essere erogati ad aziende e enti pubblici che investano nel collegamento alla piattaforma.

BENEFICIO: Strumento di coesione sociale, partecipazione attiva, responsabilità sociale e marketing territoriale che si autosostiene.

Monitoraggio collaborativo della rete stradale[modifica]

Adozione di un sistema di monitoraggio della qualità del manto stradale basato sull’elaborazione automatica delle vibrazioni rilevate dagli accelerometri installati su smartphone e scatole nere degli autoveicoli, che funzionano come sensori mobili. La tecnologia open source è stata sviluppata in Italia e ampiamente testata: https://smartroadsense.it/. Sono stati condotti pilot a livello europeo, nazionale e regionale (Marche). Il monitoraggio continuo fornisce informazioni preziose sulla qualità della superficie stradale e sull’usura nel tempo, consentendo di effettuare interventi mirati e manutenzione preventiva, riducendo il rischio di incidenti, riducendo i costi di manutenzione e i consumi degli autoveicoli, e riducendo l’impatto ambientale del trasporto su gomma. I dati aggregati anonimi possono essere aggiornati in tempo reale ed essere rilasciati come open data set. Si propone di adottarlo a livello nazionale installando sensori su tutti i mezzi che svolgono un servizio pubblico (mezzi di enti pubblici e aziende municipalizzate, trasporto pubblico, taxi, …) e incentivando la partecipazione di soggetti privati (aziende che operano nei settori della logistica e del trasporto).

COSTI: i costi in conto capitale riguarderebbero l’installazione di sensori sugli automezzi (a seconda dei casi: installazione di apposite APP su smartphone di servizio, sviluppo e installazione di appositi plugin su scatole nere, installazione di nuovi dispositivi ad hoc). Immaginando un investimento medio per veicolo di 100 Euro, l’intensità dell’intervento può essere modulata da 5 milioni di euro (con un target di 50.000 veicoli) a 100 milioni di euro (con un target di 1.000.000 di veicoli coinvolti) per ottenere livelli crescenti di copertura e accuratezza della mappatura.

RISPARMIO: il monitoraggio delle strade ha un costo medio di 150 euro al km e viene effettuato in media una volta all’anno. La rete stradale italiana ha un’estensione di circa 1 milione di km. Il sistema offrirebbe un monitoraggio continuo senza ulteriori oneri, mettendo i dati a disposizione di tutti. L’investimento si ripaga in meno di un anno offrendo informazioni molto più accessibili, confrontabili e tempestive dei metodi tradizionali.

Piattaforma per il telemonitoraggio di anziani fragili[modifica]

La piattaforma - attualmente già in uso sul territorio metropolitano di Bologna - raccoglie e organizza le informazioni socio-sanitarie (in particolare le informazioni di contestualizzazione sociale della persona) con un contatto per via telefonica da parte di un Contact Center ogni 10 giorni. Lo scopo è quello di monitorare la situazione di persone fragili - con limitata autosufficienza - con l'obiettivo di mantenerle al loro domicilio e di limitare a situazione di effettiva necessità il ricorso alle strutture sanitarie. Il servizio - oltre alle chiamate verso gli utenti - permette anche chiamate in entrata e l'attivazione di servizi complementari (consegna a domicilio, trasporto sociale ecc.). È in corso un'attività di potenziamento sulle competenze digitali di utenti, loro caregiver e associazioni del Terzo Settore per ampliare l'area degli strumenti digitali di contatto disponibili con azioni di alfabetizzazione e supporto all'utilizzo di strumenti per l'accesso ai servizi (in particolare SPID). Costi: il costo di estensione della piattaforma (infrastruttura tecnologica presso Datacenter candidabile PSN ad alta prestazione e scalabilità, customizzazione del software ecc.) è stimabile in 5 milioni di euro; il costo del servizio commisurato a quello attualmente erogato è pari a 170 € all'anno a utente riducibile con un ulteriore razionalizzazione del servizio a 150 € a utente (12,5 € al mese).

Smart Urban Mobility – Certified Carpooling – Proactive Certified Carpooling[modifica]

PER RISOLVERE - Riduzione utilizzo veicolo privato (+100% in base a recenti survey) - Aumento incidentalità per l'aumento dei veicoli in strada - Aumento pressione veicolare - Aumento PMx, NOX, ecc. - Capienza limitata strade e parcheggi - Incentivo ad utilizzare l’App Immuni

SI PROPONE - Digitalizzazione mobilità per incentivazione del Carpooling / Proactive Carpooling - Ottimizzazione dell’uso del veicolo privato almeno con un famigliare mediante tecnologie di people counting dei viaggiatori basata su OBU (2 persone per veicolo ridurrebbero significativamente la pressione veicolare, riducendola a precovid)

COSTI e TEMPI - CAPEX progettazione / 3 mesi -- Sistema complessivo: 500.000 euro - 1 milione di euro -- Standard OBU HW: 250.000 euro - 500.000 euro -- Standard OBU Mobile app: 100.000 euro - 200.000 euro - CAPEX rollout / 6-12 mesi -- Piattaforma interoperabile nazionale: 20 milioni di euro -- OBU mix fra (cofinanziamento su sconto bollo, car maker, car dealer, assicurazioni, certificati green) --- OBU HW: 100.000 euro x ca. 50 milioni di veicoli = 5 miliardi di euro --- OBU mobile app: 0.01€ x 50 milioni di veicoli = 500.000 euro

Innovazione digitale per gli ecosistemi culturali con ricadute su turismo culturale[modifica]

Piano di digitalizzazione degli ecosistemi culturali, che parte del piano triennale di digitalizzazione dei musei, definito dal MIBACT ma non ancora finanziato, unito con un programma del tipo cultura 4,0 per tutte le imprese culturali e creative. Il costo complessivo è di 1 miliardo di euro, e comprende: costo per hardware software e più in generale soluzioni di digitalizzazione per i musei e tutti i soggetti pubblici dell’ecosistema culturale, voucher per le imprese culturali e creative per la digitalizzazione dei loro modelli di business, possibilità di investire in Digital manager capaci di definire strategie e modelli di business sostenibile economicamente imperniati sul digitale per tutti soggetti dell’ecosistema culturale, possibilità di utilizzare i finanziamenti in conto capitale anche per la formazione del personale. Costi: 1 miliardo

Sistema nazionale di videosorveglianza integrato a supporto della prevenzione alla diffusione del COVID-19[modifica]

Ha una duplice finalità: 1. individuare nelle aree sensibili le persone colpite da sindrome COVID al fine di intraprendere il più rapidamente possibile le iniziative più efficaci 2. controllare, limitare ed interdire il numero degli accessi a luoghi sensibili per ostacolare la diffusione della sindrome COVID il SISTEMA è basato sui seguenti elementi:

n° 125.000 Telecamere Termiche per individuare in tempo reale i soggetti in transito su aree sensibili con una temperatura corporea anomala – da dislocare in aree cruciali la cui giurisdizione è in capo alla Pubblica Amministrazione quali ospedali, farmacie, uffici pubblici, scuole, stazioni, ministeri, ambasciate, caserme e presidi, porti, …)

n° 57.000 Telecamere “People Count” per conteggiare controllare, limitare ed interdire il numero degli accessi a luoghi sensibili – da impiegare in luoghi affollati per rilevare i passaggi in entrata ed in uscita, analizzare le immagini, comandare azioni conseguenti (chiusura/apertura porte e tornelli, trasmettere messaggi, inviare alert, …)

n° 107 Centrali Operative Periferiche – da realizzare su base provinciale - per la raccolta, analisi e monitoraggio dei flussi di immagini provenienti dalle telecamere distribuite sul territorio provinciale

N° 1 Centrale Operativa Nazionale – da localizzare presso la struttura ministeriale competente – finalizzata alla raccolta dei flussi trasmessi dalle Centrali Operative Periferiche

COSTI TLC Termiche: 125.000 x 8.000 euro = 1 miliardo di euro TLC People Count: 57.000 x 4.000 euro = 228 milioni di euro Centrali operative periferiche: 107 * 14.000 euro = 16 milioni di euro Centrale Operativa nazionale: un milione di euro

Rete dei Poli di conservazione dello Stato[modifica]

Sistema per l’erogazione di servizi di conservazione e di accesso degli archivi digitali intermedi come Rete dei Poli di conservazione dello Stato realizzati e gestiti direttamente e sotto la propria responsabilità dalle PA in modalità “consorziale”, dove ogni PA definisce, insieme alle altre PA consorziate e al MIBACT, organizzazione, regole, risorse, metodologie, procedure e strumenti, regole di interscambio per l’interoperabilità con i sistemi documentali che formano gli archivi da trasferire ai Poli che fanno parte della Rete. Costo complessivo 50 milioni di euro

VAI@Trasformazione Digitale[modifica]

Voucher Animatori Infrastrutture Per recuperare il gap di digitalizzazione delle imprese si punta a voucher a copertura parziale dei costi, allo scopo di portare l’Italia agli stessi livelli di altri paesi UE. I voucher possono essere spesi per: a) acquisto di componenti hardware, software e servizi per permettere lo smart working (portatili, sistemi di videoconferenza, software gestionale per gestione ordini, logistica, siti web) in condizioni di sicurezza e certezza (sistemi di identità digitale e firma digitale sia in dispositivo che in remoto), anche integrati con iniziative territoriali (innovatori PID delle CCIAA), associazioni di categoria e associazioni professionali. Può essere utile centralizzare la base formativa e informativa supportata da tutorial organizzati e strutturati per argomenti, con un portale ad hoc che aiuti sia gli utenti che i fornitori di conoscenza (tutor/innovatori). Il sistema deve essere simile ai voucher di Innovation Manager già definiti dal MISE. Costi: Assunte come beneficiari 200.000 imprese, con voucher da 5.000 euro per imprese fino 10 dipendenti, 15.000 per imprese fino a 50 dipendenti, 35.000 per più grandi, sono 1.6 miliardi di euro. Su questa massa lo Stato recupera in termini di nuovo PIL generato, IVA e tasse, maggiore produttività.

Wi-Fi per le comunità locali[modifica]

Estensione del modello WiFi4EU in Italia, ovvero voucher per comunità locali a copertura dei costi di installazione punti di accesso Wi-Fi e tre anni di connettività. Adottando le stesse specifiche e modelli di WiFi4EU, anche per ridurre i tempi di attivazione ed essere compatibili con l’analoga iniziativa in Europa, si tratta di 15mila euro a voucher, con specifiche tecniche già definite. Assumendo un voucher per ogni Comune, sono 120 milioni di euro.

Coesione didattica a distanza coesione per didattica a distanza (AP)[modifica]

Erogare in modalità voucher per famiglie (con criteri di basso reddito e numero figli) per acquistare tablet e/o connessione (anche mobile) per la didattica a distanza. Con un investimento di 500 milioni si possono erogare voucher (attraverso modalità tipo 18app) a oltre 1 milione di famiglie fra i 400 e 500 euro (in ragione del numero di figli in età di scuola dell'obbligo) che coprono i costi di un tablet o pc e/o connettività per un anno (anche con dispositivo mobile).

Diffusione SPID per fruizione servizi pubblici online[modifica]

La diffusione capillare di SPID è uno dei fattori abilitanti per poter usufruire di molti servizi pubblici (es. anagrafe) che devono essere ristretti per la difficoltà di mantenere misure precauzionali agli sportelli. A costo zero, bisogna richiedere agli identity provider di estendere la modalità gratuita per ottenimento SPID con webcam (videoidentificazione) - come ha fatto TIM per Comune di Venezia. Con un costo di meno di un milione di euro va sostenuta l'iniziativa con una campagna pubblicitaria nazionale che spieghi che SPID si può fare anche a casa identificandosi con la webcam del telefonino e/o del PC, potendo poi usufruire dei servizi pubblici senza recarsi agli sportelli.

Workforce safety and readiness App[modifica]

Gestione del ritorno al lavoro e della salute dei lavoratori per le piccole e medie aziende I team di gestione delle risorse umane e delle crisi, già tesi dalla pandemia di COVID-19, devono ora pianificare come riportare la forza lavoro sul posto di lavoro in sicurezza. Queste transizioni saranno complesse. Per garantire che le persone siano produttive e sicure sul posto di lavoro, le organizzazioni dovranno considerare la salute dei singoli dipendenti e le analisi dei rischi, se il ruolo di un dipendente può essere svolto in modo efficiente in remoto, politiche aziendali e una varietà di normative nazionali e regionali. Questa applicazione sulla sicurezza e la preparazione della forza lavoro consente alle organizzazioni di gestire in modo intelligente le complessità del ritorno dei lavoratori sul luogo di lavoro, incluso il rispetto delle normative governative e delle politiche aziendali e la definizione della priorità della salute della forza lavoro e della sicurezza sul luogo di lavoro. L'applicazione include quanto segue. Un centro di comando unificato. L'App stabilisce un centro di comando centrale per salvaguardare la salute e la sicurezza dei dipendenti. I datori di lavoro possono vedere e gestire lo stato di salute e di lavoro di tutti i dipendenti in tempo reale. Selezione rapida e semplice della forza lavoro. I dipendenti utilizzano una semplice interfaccia web o mobile per inviare e aggiornare i dati sulla salute personale e sui rischi richiesti dalla legge locale e dalla politica aziendale. Certificazione di ritorno al lavoro intelligente. Le organizzazioni definiscono le regole politiche interne relative all'autorizzazione al rientro al lavoro, sfruttando una libreria in espansione di regole pre-costruite basate sulle linee guida dell'organizzazione sanitaria e sui regolamenti governativi. Queste regole vengono quindi applicate ai dati sulla salute dei dipendenti e sull'invio dei rischi per autorizzare automaticamente un dipendente a tornare al lavoro. Supporto per il ritorno al lavoro graduale. La soluzione consente l'automazione di un approccio graduale o rotativo al ritorno della forza lavoro. Le certificazioni di restituzione possono essere consegnate ai dipendenti in base all'area geografica, al team, al ruolo, al rischio per la salute personale, alla capacità dell'area di lavoro o ad altri fattori. Risoluzione rapida dei problemi. Eccezioni, ricorsi o preoccupazioni dei dipendenti possono essere rapidamente gestiti dalle risorse umane utilizzando funzionalità integrate di gestione dei casi. Privacy e sicurezza. L'applicazione viene eseguita su cloud compatibile con HIPAA e aiuta a proteggere i dati sensibili sulla salute dei dipendenti. Mediamente 50.000 euro per azienda per un anno di running cost, si può lavorare per trasformarli in capex. Da valutare progetto complessivo. Da dati ISTAT 2019, le imprese da 20 a 49 addetti sono 51.610, quelle da 50 a 249 sono 21.716, totale 73.326 il che vuol dire 3 miliardi e mezzo. Se prendiamo solo quelle da 50 a 249 addetti circa 1 miliardo. Poi diciamo che su cifre tali ci facciamo fare uno sconto del 60/70%. Direi forchetta 400 milioni (target aziende 50-249 dipendenti) - 1,2 miliardi (target aziende 20-249 dipendenti)

Portable Virus Testing Centre[modifica]

Il Portable Virus Testing Centre: un container prefabbricato adattato come struttura per effettuare tamponi o condurre test su virus come COVID-19. La struttura può essere dotata di: • un insieme di stazioni, fisicamente sparate e disposte in maniera tale da assicurare il rispetto delle norme di sicurezza, per eseguire "test" sanitari • attrezzature necessarie per test e analisi all'interno di uno spazio completamente condizionato • infrastruttura elettrica per la gestione delle apparecchiature • Wi-Fi • Sistema a pannelli solari integrato con un sistema di batterie interne • Telecamere termiche per il rilevamento della temperatura delle persone in coda • Telecamere per rilevamento dell'utilizzo delle mascherine • Sensori di occupazione con o senza telecamere per stimare le dimensioni della "folla" di persone in fila (queste informazioni possono poi essere utilizzate ed integrate con altre base dati • Sistemi elettronici di traduzione in tempo reale per consentire una migliore comunicazione tra operatori sanitari e persone esaminate La natura stessa del container, unita alle caratteristiche di modularità, gli consente l’impiego e l’installazione (temporanea e/o permanente) presso diversi siti sensibili come: • ingressi di ospedali • uffici • scuole • luoghi di grandi raduni (ad es. sportivi) eventi) • centri culturali • ecc. Il container inoltre può essere facilmente trasportato su TIR ed una volta posizionato è immediatamente operativo

Piattaforma integrata dei processi socio-sanitari di monitoraggio e controllo di assistiti domiciliari[modifica]

Obiettivo: monitorare e interagire con la popolazione anziana o fragile presso il domicilio. Soluzione: Il sistema è interfacciato con dispositivi di monitoraggio fisico e ambientale degli utenti per assicurarne il costante monitoraggio e supporto: fornisce in tempo reale informazioni e monitora lo stato di salute. Al cittadino viene fornito un device configurato con client natural language e integrato con i dispositivi medicali. Il machine learning permette un’interazione, anche vocale, costante e integra Alexa, Siri e Google Assistant. Include ruolo caregiver; dalla piattaforma il personale medico o di assistenza carica la terapia e le indicazioni, visiona i dati raccolti e viene allertato nel caso di dati o comportamenti anomali dell’assistito. Compliant GDPR e algoritmo sottoposto a validazione medico-scientifica. I progetti sperimentali attuati mostrano fino al 20% abbattimento ricoveri. Capex piattaforma fino a 10000 assistiti 3500K - 10000 Device 2000k Opex 20% anno Capex

Welfare proattivo[modifica]

Obiettivo: individuare e assistere i soggetti beneficiare di interventi welfare Sistema che aggrega, normalizza, relaziona i dati a disposizione degli Enti locali: banche dati sociali (INPS), economiche (AE) e comunali (anagrafe, tributi, servizi), il sistema geolocalizza le informazioni e restituisce la situazione massiva del territorio e puntuale di ogni cittadino e nucleo famigliare. Il sistema Ë in grado di individuare i beneficiari di servizi in modo proattivo, senza istanza di parte, con algoritmi che incrociano la situazione del singolo con i regolamenti e le norme di contributi e servizi e di proporli o assegnarli direttamente al cittadino. Mappa la distribuzione territoriale di cluster di famiglie e cittadini per dimensionare i servizi e agire in logica predittiva con l’impegno di algoritmi di machine learning. Risparmi da personale PA, interventi di prevenzione e da sviluppo economia locale. Capex: Circa 900 milioni di euro sviluppo integrazione dati e rilascio ai singoli enti Opex 25% annuo

Sistema Certificato di Delega[modifica]

Sistema basato su ANPR e SPID, che consente ad un cittadino di delegarne un altro ad eseguire pratiche digitali sui sistemi della PA. Ad esempio cittadini con bassa capacità di interazione con gli strumenti digitali, che possono delegare ad un altro, esempio un figlio o un parente prossimo, il diritto ad operare sui sistemi online della PA per loro conto e nome. Il sistema prevede inoltre tool e strumenti di verifica e controllo per evitare frodi. Costo 4/5 milioni di euro

Razionalizzazione dei CED della PA[modifica]

Proseguire e completare il programma di razionalizzazione dei Data Center con l’individuazione dei Poli Strategici Nazionali e la loro integrazione con una piattaforma Cloud PA nazionale ed europea. L’investimento previsto su base triennale, sulla base di una stima basata sul confronto con analoghe esperienze europee, è compreso tra i 500 milioni di euro e 1,5 miliardi di euro.

Marketplace per piccole e micro imprese[modifica]

E-commerce per aiutare piccole e micro imprese, in particolare quelle che hanno visto stravolto il loro business dall’emergenza. Canone fisso annuale simbolico il primo anno e contenuto per i successivi. Includere anche funzioni multimediali avanzate commesso/a remoto per umanizzare la vendita e per chi lo desidera tutta la gestione della logistica. Evoluzione come marketplace che possa diventare uno strumento di promozione del made in Italy. Dovrebbe prevedere gestione vpos e un'integrazione nativa col sistema di interscambio delle fatture elettroniche in modo da consentire una drastica riduzione di tutti gli adempimenti fiscali collegati oltre a combattere frodi fiscali. Costi nell'ordine di 100 milioni di euro a copertura dello sviluppo e di tutte le necessarie attività al contorno di formazione, promozione e parziale copertura dei costi di distribuzione


“CENTRI POLIFUNZIONALI SERVIZI PER AREA INDUSTRIALI.”[modifica]

Nel territorio nazionale esistono molte aree industriali che hanno avuto nel corso degli ultimi 20-30 anni un forte sviluppo industriale basato sulla nascita di molte PMI e sull’insediamento nell’area di industrie collegate a grandi realtà nazionali e multinazionali. Lo sviluppo, basato sulle favorevoli condizioni economico/finanziarie del momento, è stato rapidissimo, ma non sempre completamente guidato dalle regole dell’economia di mercato. In periodi di rapida espansione il costo dei servizi ha semplicemente ridotto i margini di guadano e non ha inciso negativamente sullo sviluppo. In periodi di stasi o addirittura di recessione la possibilità di fare economie nella conduzione delle attività correnti, permette di dedicare il margine riguadagnato ad attività di sviluppo. L’idea progettuale è di realizzare una struttura in grado di mettere a fattor comune capacità, strumenti, servizi che potranno essere utilizzati in modo condiviso dagli operatori, sociali politici ed industriali e da tutti i cittadini.. L’utilizzo dell’infrastruttura di connessione alla rete e di interconnessione locale anche wireless permette di sfruttare in modo ottimale tutti i servizi che lo “strumento informatico” rende disponibili. Tra le varie tipologie di servizi è possibile evidenziare: • Fruizione di Servizi in modalità ASP. • Fornitura di Servizi Centralizzati (per es. eProcurement, eLearning). • Telefonia e Videoconferenza (con tecnologie VoIP). • Video Sorveglianza. • Posta elettronica. • Teleformazione. • Telelavoro. • Connessione a servizi di eGovernment

La novità della proposta è legata non tanto alla tipologia di servizi offerti, ma nella capacità di voler fornire, in maniera integrata sul territorio, una molteplicità di servizi che facilitino la vita operativa di imprese e lavoratori e che soprattutto crei valore e risparmi costi. Infatti nel Centro potranno essere offerti anche servizi tradizionali quali Ufficio Postale, CAF, Supermarket, Servizi di ristoro, Asilo Nido, etc. Per la realizzazione del progetto si prevede la costituzione di un Consorzio cui partecipino Entità Pubbliche, quali Regione, Provincia e Comuni, Entità private, quali Società Specialistiche e Società Utenti. Le Entità Pubbliche, utilizzando eventuali fondi strutturali, potranno partecipare al finanziamento iniziale dell’Operazione. Si sottolinea che il finanziamento, non a fondo perduto, avrà la sua giustificazione su di preciso business plan che individuerà costi, benefici, ricavi, spese e punto di equilibrio economico/finanziario.

Riepilogo costi[modifica]

Progetto Minimo Massimo
Copertura infrastruttura connettività, BUL 4000 8000
Private Cloud OpenStack 24 24
Completamento della strategia nazionale in tema di appalti pubblici elettronici 100 100
PC e rete per ogni famiglia 4000 4000
ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente) ai privati 8 8
Service & Data Integration, Legal Execution 20 30
Prenotazione luoghi turistico/culturali 20 30
Una Mailbox per tutti 60 80
Piano di supporto alle startup italiane 300 300
Repository di materiale didattico 7 7
Promozione identità digitale e ampliamento servizi autenticati 230 230
Infrastruttura Geospaziale Nazionale
Soluzioni bracelet e keyring per il controllo delle distanze in ambienti di lavoro 100 100
Cyber Security 30 30
Coesione sociale digitale 0,1 50
Monitoraggio collaborativo della rete stradale 5 100
Piattaforma per il telemonitoraggio di anziani fragili 5 5
Smart Urban Mobility – Certified Carpooling – Proactive Certified Carpooling 5000 5000
Innovazione digitale per gli ecosistemi culturali con ricadute su turismo culturale 1000 1000
Sistema nazionale di videosorveglianza integrato a supporto della prevenzione alla diffusione del COVID-19 1250 1250
Rete dei Poli di conservazione dello Stato 50 50
VAI@Trasformazione Digitale 1600 1600
Wi-Fi per le comunità locali 120 120
Coesione didattica a distanza coesione per didattica a distanza (AP) 500 500
Diffusione SPID per fruizione servizi pubblici online
Workforce safety and readiness App 400 1200
Portable Virus Testing Centre
Piattaforma integrata dei processi socio-sanitari di monitoraggio e controllo di assistiti domiciliari
Welfare proattivo 900 900
Sistema Certificato di Delega 4 5
Razionalizzazione dei CED della PA 500 1500
Marketplace per piccole e micro imprese 100 100

(* gli importi sono in milioni di euro)